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Gdpr, comuni italiani ancora in alto mare. Nuovo libro su Privacy e PA

Come è noto, il Regolamento UE 2016/679 è entrato definitivamente in vigore il 25 maggio 2018, e qualche mese più tardi anche il Codice sulla Privacy italiano è stato armonizzato al cosiddetto GDPR (General Data Protection Regulation) attraverso il Dlgs 101/2018. Ormai il quadro normativo in materia di protezione dei dati personali è definito da tempo, eppure uno studio condotto nel 2019 indica che in linea generale solo un'organizzazione su quattro si è adeguata, e si tratta perlopiù di grandi realtà e multinazionali, mentre le pmi, le microimprese, e soprattutto la pubblica amministrazione, stentano ancora a conformarsi al Regolamento europeo sulla privacy.

Con particolare riferimento agli enti pubblici, Federprivacy ha voluto dare uno strumento di supporto agli addetti ai lavori che hanno il compito di curare un percorso di adeguamento al Codice della Privacy con un nuovo libro di taglio pratico e scritto dall'Avv. Antonio Ciccia Messina con un linguaggio comprensibile anche per i non giuristi, andando direttamente al sodo per spiegare in concreto cosa occorre fare per affrontare puntualmente ogni singolo adempimento in materia di privacy che grava sulla pubblica amministrazione.

C'è chi sostiene che lavorare nella pubblica amministrazione italiana non sia mai stato così impegnativo come in questi ultimi anni, e che le risorse sono spesso limitate mente le sfide da affrontare sono davvero numerose e complesse. Questo è sicuramente vero. Tuttavia, non possiamo dire che non ci sia stato sufficiente tempo a disposizione per adeguarsi, poiché il GDPR è stato approvato il 15 dicembre del 2015, ma da allora molte pubbliche amministrazioni non hanno sfruttato appieno il lungo periodo di tempo concesso dal Legislatore, e sovente sono rimaste passive e distratte ad aspettare chissà quale improbabile proroga.

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